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Un Ricordo di Fulvio...I2CJD


A cura dell Ing. Fulvio Cocci "I2CJD"
 


ACOM 2000

 

Premessa storica

 

Una panoramica retrospettiva sugli Amplificatori valvolari automatici destinati ai radioamatori rivela che in pratica, fino al 1992, anno di apparizione sul mercato dell’Eto Alpha87a, non vi erano state iniziative in questo campo. Forse i costi non indifferenti di progettazione e di produzione – con conseguenti prezzi di vendita elevati -, forse un mercato non ancora maturo e ricettivo a fronte di tali sofisticazioni, forse anche l’avvento dei lineari a stato solido, più semplici da realizzare e con potenze intorno al Kw, avevano frenato gli interessi commerciali in questo particolare settore. Vi era stata nel 1962, da parte della Collins, la realizzazione del prototipo del mitico 30S-3 (automatico con un Kw di uscita) destinato ai radioamatori, purtroppo mai andato in produzione per decisione, allora assai contestata, di A. Collins stesso.

Intorno agli anni 80-90 erano apparsi, sul mercato italiano del surplus militare (USA, Nato, Italia), un certo numero di lineari valvolari automatici che avevano attratto l’attenzione dei radioamatori, per la pratica possibilità di adattarli alle loro esigenze ad un costo molto contenuto.

Si trattava per lo più di apparecchiature con potenze da 0,5 a 1,5 Kw, che adottavano soluzioni prevalentemente meccaniche per realizzare gli automatismi. Ciò di solito era ottenuto tramite la rotazione motorizzata di  torrette girevoli, o torrette fisse con selettori rotanti. Le torrette avevano bobine preaccordate a banda larga per ciascun segmento di frequenza, sia nello stadio di ingresso sia in quello di uscita a RF.

Questi lineari erano di solito piuttosto ingombranti, a causa delle dimensioni delle torrette, pesanti e molto rumorosi in conseguenza delle poderose ventole di raffreddamento.

Riferisco questi dati per conoscenza diretta in Italia; non sono in grado di  riportare notizie riferite ad altri Paesi.

 

Nel 1999 – 2000 apparve infine l’innovativo Acom 2000, con accordo automatico dello stadio a Rf e di antenna.

 

Dopo questa breve sintesi “storica”, veniamo ora a parlare del 2000. E’ evidente che svolgere una recensione sul 2000a, in base all’esperienza acquisita dopo alcuni mesi di utilizzo, è certamente un impegno stimolante, ma nel contempo non è un compito semplice, trattandosi di un lineare con diverse peculiarità che ritengo lo rende unico nel suo genere.

 

Si può correre il rischio di banalizzare l’argomento, nell’intento di semplificarne il contenuto, ovvero la relazione può prevalentemente tradursi in un lungo elenco – probabilmente un po’ noioso -delle caratteristiche operative e di controllo dell’apparato.

 

Fonti di informazione

 

Volendo cominciare a conoscere inizialmente il lineare, penso che il consiglio più opportuno sia quella di andare a consultare i siti web sotto elencati, soprattutto nei punti specifici segnalati, in quanto successivamente verranno più volte richiamati.

 

1 – www.acom-bg.com

 

2 -www.svetlana.com

 

3 -www.arrl.org

 

4 -www.eham.net/reviews/detail/39

 

Il sito n°1 è quello ufficiale dell’Acom. Il 2000a può essere osservato in diverse prospettive fotografiche. E’ consigliabile richiamare e stampare il manuale operativo del 2000a in 32 pagine. Il manuale elenca dettagliatamente le caratteristiche del lineare, le sue peculiarità e la descrizione semplificata del circuito.

Il sito n°2, quello della Svetlana, illustra le caratteristiche operative del tetrodo 4CX800A, tetrodo usato in coppia nel 2000a. Si richiama l’attenzione sulla tabella “Typical operation. Linear with cathode resistance”.

Il sito n°3 è quello dell’ARRL Se si è soci (members-only), ci si muove con facilità e gratuitamente nel settore recensioni e prove di laboratorio. Si richiama l’attenzione sul numero di maggio 2000 di QST, per la presentazione ed analisi del lineare. Nello stesso mese di maggio, un “espanded test-result report” è dedicato esclusivamente all’analisi spettrale, gamma per gamma.

Il sito n°4, infine, riporta le osservazioni, aggiornate all’agosto 2006, di 49 utilizzatori del 2000a; essi sono grosso modo per metà residenti in USA, e per l’altra metà in Europa.

 

Approccio concreto al lineare

 

Ciò che colpisce al primo sguardo, soprattutto da parte di chi ha avuto esperienza nell’uso di altri lineari, è l’estrema sobrietà – quasi severità -del 2000a, non lasciando quasi immaginare quale condensato di ingegneria progettuale, soprattutto a livello di software, vi sia al suo interno, e quale il livello qualitativo dei materiali impiegati.

 

Il 2000a copre le frequenze amatoriali da 1.8 a 30 Mhz. Ha la possibilità di effettuare un accordo automatico dello stadio a RF, e può operare come accordatore automatico di antenna a fronte di un ROS di 3:1 in tutte le bande, eccetto in 160m dove il ROS non deve superare il 2:1. Il tutto, dopo una procedura di impostazione, viene registrato in una memoria non volatile, utilizzabile per usi successivi.

Tramite un accessorio esterno opzionale, può selezionare, secondo una scelta preimpostata, fino a dieci antenne, con un unico cavo di uscita.

Per eventuali “nostalgici”, il lineare può essere predisposto anche per uso manuale, e non più automatico. In questo caso si usano i pulsanti a membrana sulla CRU (“Remote control unit”).

 

In occasione di trasferimento, il lineare “viaggia” in due imballaggi differenti, del peso ciascuno di 19 Kg: in uno vi è il trasformatore di alimentazione, nell’altro la base e l’RCU. Il peso del lineare è di 36 kg, al netto dell’imballaggio. Le dimensioni della base sono di 44cm di larghezza, di 50cm di profondità, di 18cm di altezza, compresi gommini di appoggio.  Le dimensioni della RCU sono di 13cm di larghezza, 2,5cm di profondità e di 17cm di altezza.

 

La base è essenzialmente un oggetto remoto (collocabile sotto il tavolo, in un angolo della stanza, ecc.). Va evidenziato, quindi, che a differenza di altri lineari, salvo qualche eccezione, che debbono essere posti direttamente sul tavolo operativo o nelle immediate vicinanze, data la presenza dei comandi, con il 2000a questo non è più necessario. Alla base vanno collegati i cavi di ingresso e di uscita RF, il cavetto di 3 metri della RCU, il cavetto per  l’eventuale collegamento al PC, la presa di massa, il connettore del PTT, il collegamento per la ALC (a questo proposito, la casa consiglia di regolare il livello RF sul RTX, anziché usare la connessione ALC), l’ingresso della linea CA.

 

Escluso un interruttore generale posto sul frontale della base, tutti i controlli e gli allarmi si trovano sulla RCU. Quest’ultima, per le sue limitatissime dimensioni e per un appoggio posteriore, che la rende simile ad un piccolo leggio, può trovare posto sul tavolo operativo assieme ai diversi apparati.

 

Messa in funzione del lineare. I menu: off-menu e main-menu

 

Collegati i diversi cavi alla base e connessa la linea CA, si preme il pulsante generale posto sul frontale della base. Si accende una spia rossa e, sulla RCU,

appare la scritta Acom 2000a. Questa scritta può essere sostituita con qualsiasi altra parola, ad esempio, con il proprio nominativo.

 

Premendo il tasto “enter”, sulla RCU compare il prim menu, denominato offmenu in quanto il lineare non è ancora pienamente in funzione. Fra le sei voci di questo menu, possiamo citarne alcune: ad esempio, sotto Help, le informazioni sul numero di revisione del software, i numeri di matricola del lineare e delle

valvole, il tempo progressivo di funzionamento del 2000a, oltre alle istruzioni sulla sicurezza. Anche le voci Info e Lock sono molto interessanti.

Premendo Info (Info-box), la RCU trasmette un segnale audio (udibile) in RTTY a 45,45 Bd, secondo lo standard amatoriale, captabile e trasferibile via telefono o via PC/internet. Questo messaggio RTTY informa l’assistenza della Casa, per gli opportuni interventi, sulle 12 più recenti irregolarità o azioni di protezione, in riferimento al tempo operativo progressivo del lineare. Lock consente di introdurre una password di sicurezza nell’uso del 2000a.

Premendo ora il tast “on/off” sulla RCU, il lineare inizia la procedura di avvio dell’accensione.

 Si illuminano tutti i led per un test di controllo, poi sul diplay appare il count down dei secondi, partendo da 2,5 minuti, per garantire la

completa accensione delle valvole prima dell’inserimento della AT anodica.

Terminata questa procedura, il lineare si pone in stand-by, pronto ad entrare in funzione premendo il tasto “stb/opr”.

Sono disponibili a questo punto i cinque sub menu del main-menu (menu principale, con lineare in funzione). Ne cito alcuni, ad esempio, Mesure, con

una ventina di parametri di controllo diversi; scegliendo a caso fra questi parametri, Mains (voltaggio di linea), Dc-input, Temp (temperature dell’aria di

ciascuna delle due valvole), Hv (voltaggio di anodo), Fil-v (voltaggio di filamento), Vswr, ecc.

 Un altro sub-menu è il Service, ad uso esclusivo dei manutentori.

 

I parametri del sub-menu Mesure sono presentabili in coppia, ad esempio, corrente di griglia e tensione di linea. Va rilevato che la lettura dei parametri,

essendo digitale, richiede per sua natura un certo tempo per la lettura, quindi la sua precisione è attendibile nei modi di emissione a portante costante, ad

esempio, FM, AM, RTTY; solo indicativa, per difetto, nei modi impulsivi SSB e CW.

 In ogni caso i led di allarme “heater”, “plate” e “drive”, sono sempre operativi sul frontale della RCU.

Una particolare importanza ed utilità immediata riveste la misura p.e.p. della potenza di uscita e della potenza riflessa (sul frontale della RCU), nonché la

temperatura dell’aria che attraversa lo stadio finale. A questo proposito, è opportuno sottolineare che, in caso di surriscaldamento, un circuito automatico

interviene sulla polarizzazione delle valvole, riducendone l’uscita.

Premendo ora il tasto opr/stb, il lineare è pronto ad entrare in funzione.

Collegando un’antenna per la prima volta, è opportuno procedere al suo accordo.

Premendo due volte il tasto enter, il display indicherà quanti W sono necessari per operare l’accordo, al termine del quale (circa un secondo), vi segnalerà di

togliere l’eccitazione. Le bande amatoriali sono suddivise in 40 segmenti, da 25Khz in 160, a 300 Khz nella banda dei 10 metri. Una volta memorizzate le

antenne ed accordati i segmenti, il lineare è pronto ad operare autonomamente.

A questo punto, inviando un breve segnale via tasto o ptt, il lineare legge la frequenza di ingresso e predispone di conseguenza, in un tempo rapidissimo –

quasi istantaneo -, i diversi parametri operativi.

Qualunque errore di manovra, guasto, o alterazione dei parametri fa intervenire la protezione, ponendo il lineare in stand-by; sul display appare il riferimento ad una delle 55 possibilità di malfunzionamento previste (ad esempio, “heater voltage too low”), con il suggerimento del rimedio da adottare prima di

ricorrere all’assistenza.

Una osservazione, che trova conferma nell’articolo su QST e nelle dichiarazioni di diversi utilizzatori (sito n°3 e 4, rispettivamente), è l’estrema silenziosità della ventola.

 

Circuito di ingresso

 

Semplificando al massimo, si può dire che trattasi di un circuito aperiodico,con ingresso sulle griglie controllo, shuntate, queste ultime, verso massa tramite una resistenza da 50 ohm, 100 W; il catodo va a massa attraverso una resistenza di 12 ohm.

Questo circuito era abbastanza noto già molti anni fa; oltre ad essere molto semplice, offriva il non trascurabile vantaggio di evitare autooscillazioni. Lo

svantaggio, allora, era che non si disponeva facilmente di valvole di potenza in grado di mantenere sensibilità all’ingresso, tenuto conto dello shunt – di fatto

un carico fittizio -verso massa della griglia controllo. Faceva eccezione qualche valvola militare, ad esempio l’ottima 5C500 della Fivre. Il recente tetrodo della Svetlana 4CX800A, con un input di circa 60 W, fornisce 750 W di uscita costante a 2200 V anodici, in tutti i modi di emissione e nelle diverse configurazioni.

Occorre rammentare che, nella maggior parte dei lineari, la potenza in CW o in RTTY deve essere ridotta rispetto a quella in SSB.

 

Potenza di uscita

 

La massima potenza del lineare, mantenendo una buona purezza spettrale nell’IMD (intermodulation distortion, vedi QST) e ottima nell’abbattimento

delle armoniche (vedi espanded ecc.), è di 1500 W out p.e.p. Si può osservare, sul display, che la corrente delle griglie controllo, in questa condizione

operativa, è pari a 0, come dalle specifiche della Svetlana (750 W X 2) per un perfetto classe AB1.

Aumentando il pilotaggio, la potenza perviene a 1700/2000 W, la corrente di griglia, però, tende ad aumentare sia pure leggermente (0,1-0,2 mA);

 

l’emissione, tuttavia, si mantiene entro valori ancora qualitativamente buoni. Il limite operativo, accettabile in termini di qualità, si raggiunge, a mio avviso, a 2200 W (corrente di griglia 0,6 mA). A 2400 W (corrente di griglia 1,8-1,9 mA) comincia a lampeggiare il led di allarme “drive” (pilotaggio eccessivo), con rischio di degrado dell’IMD. E’ opportuno tenere presente comunque che, tra 2200 e 2400 W, l’incremento di potenza è soltanto di 0,38 dB, in pratica un valore trascurabile.

 

Il riscontro sull’esattezza della potenza p.e.p. indicata dalla RCU è stato effettuato con il Peak reading meter 83000a della Coaxial Dynamics. Tutte le

prove, a 1500 W e oltre, sono state effettuate su carico fittizio. Per ciò che riguarda l’uso di antenne esterne, debbo dire che per i noti limiti legali, ma

anche per evitare spiacevoli fastidi ai miei vicini, la potenza di uscita l’ho sempre mantenuta intorno ai 500W.

 

Alimentazione CA

 

Parliamo ora dell’alimentazione CA del lineare. Il lineare viene consegnato con l’alimentazione predisposta a 240 V +/-10%. E’

possibile alimentarlo anche a 220 V (o altro voltaggio), intervenendo su un selettore interno.

Poiché in qualche caso il 220 V (teorico) potrebbe risultare un po’ scarso (ad esempio, 200 – 215) rispetto al 240, non è escluso che sui picchi, a 1500 W,

lampeggi il led di allarme per il voltaggio basso dei filamenti delle valvole.

Il filamento della 4CX800A richiede infatti 12,6 V +/-0,7 e può scendere anche 11,3 V o meno nel caso indicato. Vi è una voce nell’off-menu Def, dedicata al

Main voltage (low, normal, high), ma essa non si riferisce all’adattamento del voltaggio della linea all’intero amplificatore. E’ un’informazione che serve ad

adeguare alcuni parametri, lasciando inalterato il resto. In particolare imposta la resistenza anodica di carico, elemento di riferimento per la procedura di autotune

quando si accorda l’antenna. Se non si hanno valori di tendenza precisi circa l’andamento del voltaggio di linea, per cui non si può scegliere fra low e

high, l’Acom suggerisce di impostare Def su high per una maggiore durata delle valvole, anche se con un’uscita di potenza minore. In realtà non ho riscontrato

differenze di uscita massima di potenza impostando su low, normal ed high.

Personalmente ho impostato su normal.

 

Si evidenzia in ogni caso l’esigenza di adeguare il più possibile il voltaggio di linea all’ingresso del lineare. Dato che non ritengo né pratico né sicuro (rischio

dell’AT) intervenire all’interno del lineare per accedere al cambio tensioni (solo per togliere il coperchio, occorrerebbe svitare 28 viti, oltre alla necessità di

rimuovere il trasformatore AT di 19 Kg), suggerisco di intervenire dall’esterno, impiegando un autotrasformatore da 3500 W per elevare o abbassare, se

necessario, la tensione di rete.

Per chi non possedesse un autotrasformatore e non volesse sobbarcarsi di una spesa non indifferente, consiglio un vecchio artificio.

Si appronti un trasformatore con un primario a 220/230 V ed un secondario di 10 o più V, eventualmente con prese intermedie, 15/20 A. Si disegni ora il

trasformatore, con il primario a sinistra. Si contrassegni il capo in basso con la lettera A, poi, in senso orario, si proceda ad indicare il secondo ingresso del primario con la lettera B, poi C e D i capi del secondario. Si colleghi B con C.

La rete, ovviamente va collegata fra A e B. Misurando ora con un voltmetro la

tensione tra A e D (dove si collegherà in seguito il lineare), la stessa dovrebbe risultare superiore alla tensione di rete di un valore pari al voltaggio del secondario. Se dovesse invece risultare inferiore, invertire C con D. I vecchi trucchi talvolta tornano !

 

Peculiarità dell’alimentatore

 

L’alimentazione del 2000a possiede un dispositivo, come altri lineari dell’ultima generazione, che evita, al momento dell’inserimento dell’alta

tensione, di far scattare il differenziale sul contatore dell’energia elettrica. Un tempo si usava, come è noto, un dispositivo esterno che avviava

progressivamente l’A.T. in due tempi.

Ma la vera novità o sorpresa non è questa. L’Acom non ne parla in maniera specifica, ma di fatto il rendimento dell’alimentatore è tale che è riuscito ad

esprimere tutta la potenza del lineare attraverso la connessione dell’alimentazione ad una modesta presa di corrente da 10 A. Il contatore Enel è

un normale 3 Kw, e l’illuminazione della stanza non varia sotto i picchi di modulazione ! Collegando alla stessa presa altri lineari valvolari (ad esempio i

Collins 30L1 e 30S1), la tensione di rete si riduce invece vistosamente e così

pure il rendimento dei lineari stessi.

Qualcosa di simile al comportamento del 2000a l’ho constatato su un altro

lineare, il JRL-2000F (1 Kw, stato solido) della JRC, dove il manuale afferma

che un dispositivo aumenta il fattore di potenza della linea AC dal normale 5060%

a circa il 100%.

E’ assai probabile che un dispositivo simile sia presente nel 2000a.

 

L’”interno” del 2000a

 

Questo è un argomento interessante e delicato. Interessante perché l’interno del lineare ricorda molto le modernissime apparecchiature RTX attuali, ricche di

componenti – soprattutto a stato solido -, pilotate da CPU e tre motori, il tutto sostenuto da un efficientissimo software.

Delicato perché può essere forte la tentazione di “togliere il coperchio”, quanto meno per guardare dentro (e, spero di no, toccare i componenti), come si è abituati a fare con gli RTX. Un consiglio: non fatelo ! Una disattenzione può essere fatale anche da parte di un esperto di lineari. D’altronde dedicate

all’interno del 2000a esistono molte fotografie (alcune nel sito dell’Acom), altre potrete scattarle voi stessi nel momento “magico” dell’installazione del

trasformatore da parte del gentile Rappresentante della Acom.

Con una apparecchiatura del genere non c’è altra via, in caso di necessità, che ricorrere all’assistenza, dopo aver seguito le procedure suggerite, caso per caso,evitando quindi qualsiasi pericolosa iniziativa in proprio.

 

Valutazione delle prestazioni

 

Quale valutazione complessiva si può dare del 2000a dal punto di vista qualitativo e delle prestazioni ? Esprimere un giudizio, che sia essenzialmente basato su un confronto di dati obiettivi riferiti a diversi lineari, non è francamente facile, per una ragione molto semplice. A differenza dei lineari a comando manuale, largamente presenti sul mercato, il 2000a, per quanto ne so, è unico nel suo genere. In altre parole, come già detto all’inizio, non vi sono altri lineari, con le stesse prestazioni operative, con cui confrontarsi. L’unico automatico, ma solo per l’accordo dello stadio a RF, è l’Alpha87a, attualmente sostituito dall’Alpha9500.

Non resta quindi che prendere in esame altri elementi di valutazione quali, ad esempio, i commenti – alcuni molto lunghi e circostanziati -dei 49 utenti del net, di cui al sito n°4. Alcuni di questi possiedono il 2000a da qualche anno, altri da qualche mese. Quasi tutti hanno o avevano altri lineari “manuali” e, se non erro, quattro americani e due europei possiedono anche l’Alpha87a, e sono quindi in grado di fare dei confronti, confronti che sono – anche se riferiti ad aspetti parziali -assai lusinghieri per il 2000a. Solo uno o due hanno lamentato dei problemi, peraltro risolti, e la votazione media finale espressa da tutto il

gruppo è stata di 4,9/5.

Molti hanno enfatizzato la rapidità e la competenza dell’assistenza, quando è stata richiesta, anche per semplici delucidazioni. Vi sono ovviamente molti altri siti di singoli radioamatori che possono essere consultati, ma il tenore dei commenti generalmente non cambia.

Sempre nello stesso sito n°4, raggruppati in una lista diversa, vi sono 47 utenti dell’Alpha87a; il voto medio finale da parte del gruppo è di 4,6/5.

Data la completezza dell’automatismo e la rapidità di intervento delle varie funzioni, è da condividere pienamente l’osservazione di K1ZZ, recensore su QST del 2000a, secondo cui, un RTX, collegato al 2000a, si trasforma, in pratica, in un RTX da 1500 W.

Solo a questo punto mi permetto aggiungere, a tutto ciò, la mia personale valutazione, che è largamente positiva sia dal punto di vista funzionale, sia da quello estetico, il che non guasta !

 

Considerazioni finali

 

Il 2000a è particolarmente adatto alle situazioni operative che comportano un cambio veloce di frequenze e di antenne. Di conseguenza ritengo che il lineare

possa trovare il suo più completo impiego presso chi partecipa a contest HF.

Nella notevole e veloce attività operativa che caratterizza questi concorsi, sono molti i partecipanti che sono soliti usare RTX diversi, o quanto meno lineari diversi e accordatori d’antenna diversi, preaccordati sulle diverse gamme.

 

In questo contesto l'impiego del 2000a potrebbe rappresentare la soluzione più razionale, semplice ed economica.

Rammento a questo proposito che, a parte le 10 antenne commutabili ed accordabili automaticamente al cambio di gamma, una ulteriore opzione del 2000a consente di commutare sul lineare due RTX diversi.

 

Ovviamente il 2000a può interessare anche altri radioamatori, soprattutto quelli che hanno già esperienza di altri lineari, e che vogliono dotarsi di qualcosa di nuovo e di unico, sia come concezione, sia come prestazioni.

 

Queste note sono state redatte soprattutto per queste due categorie di possibili utilizzatori ma, in fondo, potrebbero interessare, a titolo di documentazione, anche chi volesse semplicemente conoscere i recenti sviluppi tecnologici nel settore dei lineari.

 

Il 2000a è distribuito in Italia dalla Cubicom di Rovereto ed è garantito per due anni, valvole comprese.

 

Ed ora non mi resta che ringraziarvi per l’attenzione, ed inviarvi i migliori auguri di buoni DX.

 

Settembre 2006

 


 

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